2008-07-09

359. Les veus del Pamano, més reconeixements

La novel·la Les veus del Pamano, de Jaume Cabré, continua recollint admiració per Europa.

Aquest cop es tracta d'Itàlia. D'una banda, amb la menció especial del Premio Roma 2008 (Sezione Narrativa Straniera) per la traducció italiana (Le voci del fiume).

De l'altra banda, amb la referència explícita feta per Andrea Camilleri en aquesta entrevista:

Intervista ad Andrea Camilleri

1. Che effetto le fa leggere i suoi romanzi in un’altra lingua?

Nel timore che mi possano fare un qualsiasi effetto sarei portato a non leggere le traduzioni straniere dei miei romanzi. Data la mia scarsissima conoscenza di lingue straniere, diciamolo francamente mi limito al solo francese, le uniche traduzioni che ho letto sono quelli in questa lingua. Devo confessare che mi sono alquanto divertito nel veder come i miei due traduttori francesi si arrampicassero sugli specchi(speso riuscendoci!!) per tradurre il mio linguaggio bastardo.


2. Sentendo le diverse esperienze dei suoi traduttori, quale pensa che sia la tecnica giusta per tradurre i suoi romanzi?

E una domanda difficile perchè credo che ogni traduzione, non mi riferisco ai miei romanzi, comporti una sorta di adattamento del traduttore al singolo autore che sta traducendo. Mi ha sempre sorpreso la dizione generica “traduzione del francese, dal tedesco etc” perché in realtà bisognerebbe indicare che la traduzione è per quell’autore specifico, che adopera il sui francese o tedesco specifico, personale, quasi autonomo rispetto al linguaggio comune.


3. Crede che la sua lingua si perda in traduzione? E se crede di sì, pensa anche che la traduzione, tanto più se effettivamente creativa, possa essere anche un’occasione felice per dare al testo originale una nuova e diversa risonanza?

E’ inevitabile che ogni traduzione non possa, di necessità, presupporre una fedeltà assoluta all’originale. Certo che si perde sempre qualcosa ma quel qualcosa che si perde ogni bravo traduttore sa come far sì che sia compensato da qualcosa che si guadagna in una nuova lingua.


4. Cosa pensa di questa tendenza normalizzante nel mondo della traduzione e quale pensa che siano le cause?

Premesso che non capisco bene in che senso adoperi il termine normalizzante, suppongo si tratti di tradurre omologando il linguaggio dell’autore alla lingua d’uso comune. Se è così fosse sarebbe meglio non tradurre. Un autore vale certo per quello che racconta, ma soprattutto vale per come lo racconta.


5. Che rapporto ha con i suoi traduttori in lingua spagnola? Collabora con loro?

Non collaboro con i traduttori di lingua spagnola solo perché non mi viene chiesta la collaborazione. Posso però raccontarle un fatto molto simpatico: il mio traduttore catalano Pau, ha dato al suo protagonista, un investigatore, un cognome simile al mio, Camiller, per ricambiare in qualche modo l’omaggio che io feci a Manolo Vasquez Montalban chiamando Montalbano il protagonista dei miei romanzi polizieschi.


6. Crede che sia possibile tradurre un romanzo come il Birraio di Preston o, come hanno detto alcuni studiosi della sua opera, crede sia un esempio di intraducibilità?

Non credo che ci sia niente di intraducibile. A me è capitato di legger in italiano l’Ulisse di Joyce e credo che si tratti di una buona traduzione.


7. Ha mai provato a tradurre un altro romanziere?

Mai tradotto romanzieri. Ho tradotto qualche poesia dal greco antico e qualche poesia di Juan Ramon Jimenez o di Machado.


8. Cosa ne pensa del romanzo italiano contemporaneo? Secondo lei, gode di buona salute?

Il romanzo italiano gode ottima salute. Un esempio dell’ottima salute è dato dai concorrenti tanto per fare un esempio, dell’ultimo Premio Strega: un giovanissimo esordiente ventottenne, giordano, autore di un romanzo “La solitudine dei numeri primi” si batte con un veterano come Domenico Rea. Non è un segno di vitalità?


9. E della diffusione della letteratura italiana nei paesi di lingua spagnola?

Non sono al corrente della diffusione dei libri italiani in lingua spagnola. Mi dispiace non poter rispondere alla sua domanda.


10. Quali sono gli autori spagnoli contemporanei che ha letto e cosa ne pensa?

Anche in Spagna c è un gran bel fervor di autori di romanzi. L’ultimo che ho letto e che sinceramente mi ha profondamente colpito è Jaume Cabrè e si intitola “Le voci del fiume”.

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